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Weekly investment update – 17 giugno 2020

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Marina CHERNYAK
 

I punti critici nei mercati emergenti stanno contrastando il virus / Trend preoccupanti negli Stati Uniti / La Cina combatte un focolaio / Per la Fed tassi più bassi più a lungo nonostante il miglioramento economico / Quadro più luminoso per i mercati.

Dato che i mercati emergenti stanno ancora contribuendo ad aumentare il numero globale di casi di COVID-19, ora pari a otto milioni, persistono i motivi di preoccupazione.

• Paesi come Brasile, Messico, India, Indonesia e Sudafrica hanno spesso una capacità della sanità primaria più limitata per far fronte a un aumento dei casi gravi.

• Inoltre, la risposta relativamente approssimativa in materia di salute pubblica fornita dalle economie avanzate – il lock down – è spesso impraticabile in questi paesi, data la loro maggiore dipendenza dall’economia sommersa.
Tuttavia, l’attenzione del mercato resta concentrata sugli sviluppi delle due superpotenze economiche mondiali.

Negli Stati Uniti, il numero di nuovi casi quotidiani è rimasto stabile a circa 20.000 per le ultime tre settimane. Tuttavia, a livello dei singoli stati, il quadro è più complesso: vi sono tendenze preoccupanti nei nuovi casi nel sud e nell’ovest e notizie di più ricoveri per COVID in 14 Stati a partire dal Giorno della memoria. Houston – la quarta città americana in ordine di grandezza – desta particolare preoccupazione. I funzionari hanno dichiarato il “codice arancione”, che significa trasmissione incontrollata della malattia.

In Cina un altro richiamo alla necessità di una costante vigilanza per un picco nei casi guidati da quello che sembra essere un focolaio locale a Pechino, dove sono stati ora confermati più di 100 casi. Le autorità hanno risposto rapidamente: sono state ritrattate le intenzioni di riaprire le scuole, sono stati chiusi i mercati all’ingrosso, le sale cinema e i karaoke resteranno chiusi, sono stati proibiti i pasti in gruppo nei ristoranti e sono stati sospesi tutti gli eventi sportivi. Se non fosse già chiaro, ciò illustra la dura realtà di “due passi in avanti, un passo indietro” per l’uscita dalla crisi.

Uscire dal lockdown: su quali basi?

In un gran numero di paesi è in corso l’uscita dal lock down e l’allentamento del distanziamento sociale. Temiamo che i criteri scientifici stabiliti per guidare questo processo non siano stati soddisfatti in modo convincente.
Il numero di riproduzione R (t) [1], che descrive fino a che punto le autorità abbiano la malattia sotto controllo, indica una riduzione piuttosto fine a se stessa.

Il professor Matt Keeling della University of Warwick riassume così la situazione nelle regioni del Regno Unito: “Tutti i range sono più vicini alla soglia critica di quanto vorremmo – il che significa che l’epidemia sta diminuendo relativamente lentamente. Significa anche che non abbiamo molto margine di manovra per allentare ulteriormente le misure di distanziamento sociale”.

Anche il quadro relativo ai test e al tracciamento è confuso, con il COVID-19 Government Response Tracker di Oxford che mostra una chiara variabilità della capacità dei paesi di implementare questa arma critica contro il COVID-19 fuori dal lockdown. In breve, siamo preoccupati per il rischio di una seconda ondata.

L’economia americana: il rimbalzo

Questa settimana abbiamo visto più segnali del fatto che l’economia americana si sta riprendendo più rapidamente del previsto, con i dati sulle vendite al dettaglio in aumento di quasi il 18% a maggio. Il dato si è rivelato di gran lunga superiore alle aspettative del mercato in considerazione del marcato calo in aprile. I dati indicano un cambiamento di comportamento che potrebbe persistere oltre il periodo pandemico: lo shopping online è cresciuto di quasi il 30% su base annua.

Come per la recente sorpresa positiva sul numero di posti di lavoro, ci preoccupa il fatto che sia troppo positivo: se l’economia si sta riprendendo più rapidamente del previsto, è probabile che le misure di distanziamento sociale collassino più rapidamente del previsto e che i rischi di una seconda ondata siano anch’essi in aumento.

Politica monetaria: un messaggio accomodante della Fed

Sul fronte della politica monetaria, l’ultima riunione del FOMC ha indicato che il ritmo degli acquisti di attivi può aumentare in risposta alla contrazione delle condizioni finanziarie: la Federal Reserve continuerà ad acquistare titoli di Stato e titoli emessi da agenzie almeno al ritmo attuale per “sostenere un buon funzionamento del mercato”.

Attraverso il “dot plot”, i banchieri centrali hanno anche indicato che i tassi di interesse statunitensi dovrebbero restare invariati almeno fino alla fine del 2022. Si potrebbe sostenere che i tassi resteranno così bassi per un periodo molto più lungo, con un tasso di disoccupazione che si prevede sarà ancora lontano dal tasso di equilibrio tra due anni e un’inflazione che non sfiora il 2%.

Grafico 1:

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Il Presidente della Fed Powell è stato chiaro sul fatto che l’economia americana non aveva generato una significativa pressione inflazionistica quando il tasso di disoccupazione era ai minimi storici prima della crisi, per cui siamo scettici sul fatto che il FOMC aumenterà i tassi prima che abbia più o meno ripristinato la piena occupazione.

La Federal Reserve ha inoltre pubblicato i dati relativi ai titoli che acquisterà nell’ambito di uno dei principali programmi di credito. Il Secondary Market Corporate Credit Facility (SMCCF) acquisterà singoli titoli per creare un portafoglio ampiamente rappresentativo delle obbligazioni in circolazione sul mercato secondario, con i seguenti criteri chiave:

• Le obbligazioni sono emesse da società statunitensi

• Le obbligazioni devono soddisfare un rating creditizio minimo (rating almeno BBB-/Baa3 al 22 marzo 2020 e, se successivamente declassato, almeno BB-/Ba3 alla data o all’acquisto)

• Le obbligazioni hanno una scadenza residua massima di 5 anni

Prospettive di mercato: un quadro più brillante

• La produzione industriale e le vendite al dettaglio hanno registrato una ripresa negli Stati Uniti (cfr. sopra) e, in misura minore, in Cina. L’Europa e il Regno Unito sono rimasti indietro, ma riteniamo che i dati miglioreranno contestualmente all’allentamento delle misure di lock down.
• Le misure di stimolo statunitensi continuano a sostenere i mercati e si prevede che continueranno in estate, mantenendo solida la ripresa del mercato. La decisione della Fed di ampliare i termini dei suoi acquisti di obbligazioni corporate, ha portato a un aumento della domanda sia per le obbligazioni investment grade che per quelle high yield e ha fermato il mood risk-off sui mercati.
• Le condizioni finanziarie americane si sono ulteriormente allentate. In Europa sono più restrittive, ma anch’esse si allentano, anche se lentamente. I commenti della Fed sulla permanenza dei tassi bassi fino al 2022 assicurano che le condizioni finanziarie statunitensi rimangano accomodanti. Ciò è positivo per l’economia e i mercati statunitensi.
• I flussi verso gli attivi più rischiosi stanno migliorando (ad esempio, verso i fondi obbligazionari dei mercati emergenti e l’high yield). Gli investitori privilegiano nettamente i prodotti a spread, in particolare le obbligazioni corporate statunitensi. Si tratta di una riduzione dei premi di rischio e dovrebbe favorire una graduale ripresa dei mercati della volatilità. Nell’azionario, gli investitori hanno abbandonato i settori più difensivi a favore dei settori ciclici a beta superiore e delle small cap, il che dovrebbe sostenere i mercati più tradizionali che hanno arrancato dalla ripresa dei titoli tecnologici.
• Il supporto delle banche centrali e le garanzie fiscali sono alla base delle valutazioni delle azioni globali, del credito e dei mercati emergenti. Date le linee guida accomodanti del FOMC, l’USD potrebbe indebolirsi e la curva dei rendimenti USA potrebbe affievolirsi. In Europa, le ultime riforme dei fondi pensione olandesi indicano un’inclinazione della curva europea degli swap.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Qualsiasi opinione qui espressa è quella dell’autore alla data di pubblicazione, si basa su informazioni disponibili e può essere modificata senza preavviso. I singoli team di gestione del portafoglio possono avere opinioni diverse e prendere decisioni di investimento diverse per i diversi clienti.

Il valore degli investimenti e il rendimento da essi generato possono aumentare o diminuire ed è possibile che gli investitori non recuperino l’importo originariamente investito. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.

L’investimento nei mercati emergenti o in settori specializzati o ristretti può presentare una volatilità superiore alla media, a causa di una forte concentrazione, di maggiori incertezze dovute alla minore quantità di informazioni disponibili, alla minore liquidità o alla maggiore sensibilità ai cambiamenti delle condizioni di mercato (sociali, politiche ed economiche).

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