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Weekly investment update – Venti passeggeri

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Daniel MORRIS
 

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I dati economici deludenti pubblicati di recente negli USA hanno sottratto parte del vento in poppa al reflation trade. I primi  risultati a non soddisfare le aspettative sono stati quelli sugli impieghi non agricoli, con soli 266.000 nuovi posti di lavoro creati a fronte del milione previsto. Nemmeno le vendite al dettaglio sono cresciute quanto sperato e l’entusiasmo dei consumatori è calato.

Un quadro più incline alla stagflazione

In effetti è da qualche tempo che i dati economici “hard” deludono le aspettative sia negli Stati Uniti che nell’Eurozona, sebbene i risultati dei sondaggi, come gli indici dei responsabili degli acquisti, abbiano continuato a superare le previsioni (si veda Grafico 1).

Grafico 1 Indici delle sorprese economiche

Nonostante questi risultati fiacchi, i consumatori statunitensi stanno facendo i conti con una vera e propria impennata dei prezzi, tanto che l’indice CPI è salito del 4,2% su base annua ad aprile. Questa dinamica riflette un quadro più incline alla stagflazione – cioè un aumento dell’inflazione ma un rallentamento della crescita economica – in contrasto con l’accelerazione di entrambi i fattori prevista dopo l’approvazione al Congresso dell’ultimo pacchetto di stimoli multimiliardario lo scorso marzo.

E così le aspettative inflazionistiche a breve termine si avvicinano ai massimi storici, mentre va detto che quelle a medio termine sono allineate ai livelli del 2018. Questo scenario supporta l’idea della Federal Reserve secondo cui le attuali pressioni inflazionistiche avrebbero natura meramente temporanea e dipenderebbero dal fatto che l’economia sta uscendo dal lockdown e i massicci stimoli fiscali del governo sostengono la domanda.

Inflazione – Tiro, palo?

Se proprio c’è una cosa di cui la Fed dovrebbe preoccuparsi sono le aspettative inflazionistiche a medio termine, che appaiono piuttosto moderate. Da anni ormai la banca centrale non riesce a raggiungere il suo target dichiarato del 2% d’inflazione annua (misurata dall’indice sulla Spesa personale in consumi core) e le aspettative di mercato suggeriscono che il tasso rimarrà al di sotto di tale soglia anche una volta superate le difficoltà della pandemia di coronavirus (si veda Grafico 2).

Grafico 2 Aspettative inflazionistiche e previsioni sui tassi di riferimento

L’altro messaggio chiave della Fed è che non ci sarà alcun inasprimento immediato della politica monetaria, ancora una volta perché l’attuale aumento dell’inflazione è transitorio. Finora il mercato ci ha creduto.

Le stime sul livello dei fed fund di riferimento a due anni sono rimaste stabili a 50 pb pur a fronte di un’impennata delle aspettative inflazionistiche. Di conseguenza, anche i rendimenti nominali dei Treasury a 10 anni sono rimasti pressoché invariati in un intervallo compreso fra l’1,55% e l’1,70% da inizio aprile.

Mercati – Preoccupazioni eccessive?

I mercati azionari hanno reagito con fatica al cambiamento delle dinamiche d’inflazione e dei tassi di riferimento e la maggior parte degli indici annaspa allo stesso livello di un mese fa. Stante il consolidamento dei rendimenti obbligazionari e dei prezzi petroliferi, le azioni value hanno perso terreno, mentre quelle tecnologiche si sono riprese. Inoltre, il rallentamento della crescita economica ha messo un freno alla sovraperformance dei titoli ciclici (si veda Grafico 3).

Grafico 3 Rendimenti relativi degli indici statunitensi

Da parte nostra, continuiamo comunque a privilegiare le azioni cicliche e orientate al valore delle società small cap (europee). Riteniamo infatti che l’impulso a crescita e inflazione non sia ancora svanito. Gli investitori retail sembrano condividere questa visione, come dimostrano i recenti deflussi dai fondi large cap e growth.

Dato che il momentum reflazionistico sembra destinato a proseguire, il nostro focus geografico potrebbe cambiare. Per ora il mercato statunitense riflette gran parte delle buone notizie riguardo agli stimoli e alle riaperture, mentre l’Europa attende ancora un ulteriore miglioramento nei mesi a venire.


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